10/05/2009

Trasferimento Blog

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11/04/2009

Romenosciacalli, telesciacalli e mafiosciacalli

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Rifletto sui fatti che si stanno verificando in Abruzzo dopo la tragedia del terremoto e vedo che anche nella mondo degli sciacalli, come in quello degli uomini, ci vuole la fortuna di occupare il posto giusto. Vedo che, come gli uomini, anche gli sciacalli non sono tutti uguali e che ci sono invece sciacalli e sciacalli.

Oltre alla ben nota specie dei romenosciacalli, infatti, i cui esemplari rubano tra le macerie e che tutti conosciamo (è infatti questa la specie più facile da avvistare e catturare) ce ne sono molte altre, più difficili da riconoscere.

Per esempio ci sono gli sciacalli con microfono, anche chiamati audiosiacalli, che intervistano, con domande idiote, poveri cristi disperati in lacrime. I telesciacalli che snocciolano le cifre record degli ascolti TV nei giorni della tragedia. Gli sciacalloshow che parlano, parlano e si commuovono in diretta. I bugiardosciacalli che ripromettono ciò che un tempo avevano già hanno promesso e che non hanno mantenuto. E poi ci sono i mafiosciacalli, quelli che si occuperanno della ricostruzione.

10/04/2009

Il treno in corsa

 

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Quando penso al sistema economico mondiale mi viene sempre in mente un film che ho visto molto tempo fa. In questo film il cattivo di turno piazzava su un treno in corsa un dispositivo che avrebbe fatto esplodere una bomba se il treno fosse sceso al di sotto di una certa velocità. Oggi l'umanità intera è su quel treno e per non saltare in aria è costretta correre sempre più forte con il rischio quindi di deragliare da un momento all'altro.

06/04/2009

L'eretico contro gli stregoni

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“Eppur si muove”, queste le famosissime parole dal grande scienziato Pisano Galileo Galilei accusato di eresia dalla Chiesa per la sua tesi sull' eliocentrismo ( è la terra che gira attorno al sole e non viceversa ). Come tutti sanno Galileo dovette ritrattare la sua tesi per salvare la pellaccia, poi però le evidenze scientifiche sperimentali degli anni successivi gli diedero ampiamente ragione.

E' una storia lunga questa, che si ripete sempre uguale, è la storia degli stregoni, forti del loro riconoscimento istituzionale, che si lanciano contro chi è fuori dalla cricca ufficiale e si permette di non la pensarla come loro.

E si è ripetuta anche ieri notte, purtroppo sulla vita di gente innocente. Fino a ieri la scienza ufficiale aveva sempre affermato con certezza che era impossibile prevedere i terremoti. Ma Gianpaolo Giuliani, tecnico dell'INFN dei laboratori del Gran Sasso dell'Aquila , da tempo non era di questo avviso. Il ricercatore applicando una nuova tecnica di analisi non riconosciuta dalla scienza ufficiale aveva lanciato l'allerta, scatenando la psicosi: «Ci sarà un sisma disastroso».

Ma Giuliani NON è stato ascoltato. Giuliani è stato invece ripreso dall'attuale capo della protezione civile Bertolaso. Giuliani è stato denunciato per procurato allarme. “Non intendo lasciar correre sul procurato allarme di ieri” così aveva detto Fabio Federico il sindaco di Sulmona.

Poi il sisma disastroso c'è stato veramente è adesso si fa la conta dei morti.


La storia si è ripetuta ancora una volta. Solo chi è solidale al potere, solo chi è conforme ad esso, solo questi individui hanno il diritto di avere l'ultima parola per dire cosa sia “vero e giusto” e cosa non lo sia. Ma fatti reali, naturali, inconfutabili e drammatici, smentiscono senza pietà gli asini finti scienziati, i servi dei padroni, gli stregoni antichi e moderni, i baroni barricati dietro alle cattedre e alle loro convinzioni, individui le cui menti sono offuscate dalla vanità e dalla avidità, dall'orgoglio e dalla presunzione.

05/04/2009

Vite senza importanza

Ponteggio1.jpg

Sono appena arrivato sul luogo dell'appuntamento quando la mia attenzione viene subito catturata da un ponteggio in fase di costruzione, proprio li davanti a me, a pochi metri di distanza dal marciapiede dove sto aspettando l'arrivo del mio amico. Gli operai, alla sommità del ponteggio, stanno montando i tubi che vengono sollevati dal basso da un altro operaio con una piccola carrucola ed una fune di canapa. Il ponteggio è in fase di costruzione e quindi ancora senza protezioni.

A testa alzata comincio ad osservarli sempre con più insistenza, prima dal punto dove mi trovo in quel momento, poi dall'altro lato della strada dove mi sposto per vedere meglio. Entrambi sono senza casco e senza cintura di sicurezza. Hanno si indossato l'imbragatura della cintura ma non l'hanno fissata. Una imbragatura indossata insomma a mo di gilet e quindi perfettamente inutile. Tutto questo in pieno centro (che più centro non si può) di Napoli. Scatto velocemente una foto.

Immagine.jpgRimango ancora li guardare a testa all'insù , quando uno di loro si accorge della mia presenza. Si susseguono una serie di “occhiate” reciproche, io faccio finta di niente, poi gli sguardi si incrociano, ci fissiamo per qualche secondo anche se da distanza rilevante. Dopo qualche istante vedo che, finalmente, aggancia il cordino della sua cintura ad un tubo del ponteggio. Subito dopo poi scende al piano sottostante, prende un casco e lo indossa. Dopo poco anche il suo collega aggancia la cintura ed indossa il suo bel casco giallo. Scatto un altra foto al volo.


Chiaramente, i due lavoratori, pur avendo ricevuto dal loro datore di lavoro sia casco che cintura, non avevano utilizzato ne l'uno ne l'altro, con grave rischio per le loro vite. Solo quando si sono accorti di essere osservati, sapendo di essere in difetto e per la paura quindi di incorrere in qualche sanzione o comunque di causare dei problemi, hanno fatto il loro dovere.

Queste mie parole non vogliono essere ora una attenuante per i datori di lavoro, perché è bene ricordare che essi hanno non solo l'obbligo di fornire il dispositivi di protezione ai lavoratori ma anche quello di vigilare affinché questi vengano effettivamente utilizzati correttamente. Suppongo però che, se uno di quei due operai fosse caduto da quel ponteggio SFRACELLANDOSI AL SUOLO, nessuno si sarebbe soffermato sulle responsabilità della vittima stessa. Tutti avrebbero puntato il dito contro il solo datore di lavoro.

Purtroppo manca una sensibilità sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Questa sensibilità manca ai datori di lavoro, ma MANCA anche (e forse ancora di più) AI LAVORATORI STESSI, lavoratori che non utilizzano le adeguate misure di sicurezza anche per eccessiva sicurezza nelle loro abilità. Confidando nella loro esperienza considerano la cintura solo come un intralcio, qualche cosa che impedisce loro di muoversi liberamente. Il casco lo vedono solo come un inutile fastidio.

operaio1.jpgDetto questo, mi chiedo però se siano poi veramente solo questi i motivi che portano i lavoratori a tali comportamenti scellerati. O meglio mi chiedo se dietro non ce ne siano di altri ben più profondi. Motivi socio esistenziali. Mi chiedo da dove nasca questa superficialità. Perché personalmente credo che la sola evenienza di perdere la cosa più preziosa che si ha, e cioè la propria vita, dovrebbe essere un deterrente sufficientemente forte per scoraggiare dei tali comportamenti. Allora da cosa nasce un tale sprezzo per la propria vita se non dal fato di non ritenerla abbastanza importante ?

Il lavoro è una parte importanza della vita, ma un lavoratore prima ancora di essere un lavoratore è prima di tutto una persona. Una persona che ama la propria vita è anche un lavoratore che AMA la propria vita, una persona che non ama la propria vita è anche un lavoratore che NON AMA la propria vita.

E' vero che manca una sensibilità sulla sicurezza lavoro, ma questo accade perché alla base manca una sensibilità sul vero valore della vita. Perché viviamo in una società dove le uniche cose che contano sono soldi e potere, e in un tale tipo di società le vite degli operai sono, per forza di cose, VITE SENZA IMPORTANZA.

Biglietto-vincente.jpgVite da operai. Vite corrotte dalle umiliazioni, abituate a sentirsi dare del “TU” da tutti, abituate ad essere guardate dall'alto in basso. Abituate ad essere comandate. Vite consumate dalla fatica e dalla monotonia, drogate dal fumo delle sigarette e dall'alcol dei bicchieri di liquore bevuti la sera al bar con gli amici. Vite per le quali l'unica speranza è quella del “GRATTA E VINCI”.

Chissà, magari è proprio questo il motivo, magari quei due lavoratori su quel ponteggio, più o meno consapevolmente, non consideravano la propria vita abbastanza importante, per questo non indossavano la cintura.

Un giorno forse, un giorno ancora lontano, quello che oggi è solo scritto sulla carta (la carta dei diritti fondamentali dell'uomo) sarà portato a compimento e gli uomini avranno finalmente tutti gli stessi diritti e pari dignità. Quel giorno tutti gli uomini avranno allora piena consapevolezza dell'importanza dalla loro vita.

 

08/03/2009

Volti senza faccia

voltisenzafaccia_3.jpg

La faccia. La parte del corpo umano che, per le sue caratteristiche di complessità, più di ogni altra contraddistingue l’uomo in mezzo a tutti gli altri uomini. E’ il suo segno di riconoscimento, la faccia. E’ la firma del suo corpo.

Ma non tutti hanno la loro faccia, o meglio, non tutti riescono a conservarla. Molti, presto o tardi, la perdono e si riducono ad AVERE SOLO UN VOLTO . Un volto è come una maschera, è stereotipato, è tipico di ben determinate caratteristiche.

I volti, quando sono senza faccia, sono tutti uguali, come quelli tirati dal bisturi del chirurgo. I volti senza faccia sono prevedibili, monotoni, senza vita.

Immagine 003.jpgCome quelli di queste persone, nel giorno del lutto cittadino a Marano per l’apertura della discarica, che guardano inebetiti i manifestanti sfilare. Come quelli di tanti altri, che come loro, restano fermi sui marciapiedi ai lati del corteo. Come quelli dei corpi affacciati ai balconi.

Immagine 098.jpgLa loro espressione è fissa, impassibile. Mi fa impressione osservare come siano tutti uguali tra loro. Sembrano come IMPOSSESSATI da un unica non-coscienza collettiva che li irrigidisce nel corpo, nella postura. Non capisco se stiano capendo cosa sita veramente succedendo. Se li fissi negli occhi mantengono lo sguardo nel vuoto, ti oltrepassano.

Altrivolti.jpgNon rispondono agli inviti, agli sproni della folla. Non manifestano ne assenso ne dissenso. E’ come se fossero morti. Morti in piedi. Solo il fumo delle loro sigarette accese TESTIMONIA IL FATTO CHE C'E' ANCORA VITA IN QUEI CORPI.

Restano impassibili i volti senza faccia, anche di fronte alle piccole provocazioni VERBALI dei manifestanti che cantano cori di sfottò rivolti anche contro di loro. Anime da anni disidratate di speranza, tristemente segnate da una vita di apatia, ignoranza, paura e disistima di se.

Sono tutti gli stessi i volti, le facce invece sono tutte diverse tra loro.

Mimmo

 

06/03/2009

Una barzelletta sugli inceneritori

01/03/2009

Mandato al confino il sindaco antidiscarica

 

Il sindaco di Marano Salvatore Perrotta in una manifestazione contro la discarica

Al sindaco di Marano Salvatore Perrotta, da sempre schierato con il presidio permanente contro la discarica (voluta dal governo Prodi prima e da quello Berlusconi poi) è stato notificato il DIVIETO DI DIMORA nel Comune di Marano. Motivo la contestata gestione del sito di trasferenza dei rifiuti del Comune di Marano attivo tra il 2007 ed il 2008. Apertura del sito, è bene ricordare, che in quel periodo di piena emergenza rifiuti permise alla cittadinanza di non essere inondata dai rifiuti e grazie alla quale Marano fu uno dei pochi paesi della zona (se non l’unico) a non affogare nella spazzatura.

7194.jpgNon voglio cadere desso nello stesso atteggiamento fazioso e in malafede di coloro che per anni hanno buttato fango sugli organi giudiziari dello stato delegittimandoli, ma la gravità del provvedimento di ALLONTANARE il Sindaco dal proprio paese, di imporre un restringimento delle libertà personali ad un primo cittadino impedendogli di mettere piede nella città da lui amministrata, onestamente e con tutta la buona volontà davvero in questo momento non si riesce a comprendere.

Benito MussoliniE’ giusto aspettare di conoscere le motivazioni della magistratura, ma a prescindere dalla gravità degli eventuali reati commessi nella gestione del sito, la misura sembra essere quanto mai spropositata. Spropositata soprattutto in ragione del fatto che il Sindaco NON risulta essere nemmeno essere stato rinviato a giudizio, ma soltanto indagato. Un provvedimento che lascia sconcertati e che rievoca SCENARI STORICI ai quali ci eravamo, fortunatamente, disabituati.

Il cardinale Ruini con il Papa

Risulta anche difficile comprendere perché la stessa procura non ha dimostrato lo stesso atteggiamento nei confronti di altri personaggi, con riferimento ad altri processi ENORMEMENTE più gravi, come quello tristemente noto nell’ambito dell’inchiesta Rompiballe, che vede inquisito con l’accusa di TRAFFICO ILLECITO DI RIFIUTI il nipote del cardinale Ruini Guido Bertolaso. In questa inchiesta ben 25 persone, tra cui la vice di Bertolaso, SONO STATE RINVIATE A GIUDIZIO, mentre la posizione dell’allora commissario, ed attuale sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all'Emergenza rifiuti di Napoli , Bertolaso E' STATA STRALCIATA ed è ancora in attesa per il rinvio a giudizio.

Ripeto, verrebbe da pensare ad un provvedimento ad orologeria, una vendetta, vista l’opposizione ferma e determinata del sindaco alla costruzione della discarica, o peggio ad una mossa per demoralizzare l’opinione pubblica contraria alla discarica e che proprio in questi giorni, con l’annuncio di una nuova manifestazione prevista per il prossimo 7 marzo, ha dimostrato di essere ancora vitale, rinnovando tutta la sua opposizione democratica alla discarica nonostante la sua apertura.

Il presidio contro la discarica

Da chi scrive va tutto il rispetto al il GIP che ha emesso l’ordinanza restrittiva, rispetto dovuto e sentito per la funzione che esso svolge, ma, anche e soprattutto, va tutta la SOLIDARIETA' al Sindaco Salvatore Perrotta.

Mimmo

25/02/2009

Carnevale nella monnezza

 

Il pubblico dello spettacolo

Una splendida festa quella organizzata dalla amministrazione comunale di Villaricca in occasione delle festività del carnevale. Una festa colma di colori e musica, di entusiasmo e passione . Con tanti bambini in costume che si sono divertiti a scorrazzare per i giardini della villa comunale prima e ad assistere agli spettacoli dopo.

Due clown per l' occasioneSul palco tante belle rappresentazioni. Oltre ai ragazzi delle scuole medie, hanno partecipato alcune associazioni culturali e accademie d’arte. Noi dello spazio ACE non potevamo ovviamente mancare. Ed infatti, in collaborazione con l’associazione ALI ed il gruppo canoro “Le voci di dentro” abbiamo presentato “Carnevale nella munnezza”, un piccolo musical incentrato sul tema dello smaltimento dei rifiuti.

Scopo del nostro spettacolo (che cercheremo di portare di qui in avanti nelle scuole), cercare di sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema scottante degli inceneritori, delle discariche e della raccolta differenziata (che ancora oggi stenta a partire).

Le voci di dentroSulle note della canzone “Arrangiammoce”, tratta dal musical “Scugnizzi”, hanno magnificamente danzato e cantato i ragazzi de “Le voci di dentro”. Vestiti per l’occasione da “buste della spazzatura”(i costumi di scena sono stati realizzati da Sandro), Jasmine, Daniela, Daniele e Mario, hanno dato vita, con il sottoscritto immobile al centro del palco vestito da cassonetto per la raccolta differenziata, ad una bellissima coreografia.

Un grazie di cuore a loro quattro per aver aderito alla nostra iniziativa. Un grazie anche ad Alessandro e Luigi (gli altri due componenti del gruppo), che pur avendo preso parte alle prove non hanno potuto purtroppo partecipare allo spettacolo.

Io nei panni di un cassonetto per la raccolta differenziataSubito dopo la loro canzone ho preso la parola con il mio monologo, intitolato: “Un cassonetto per la raccolta differenziata”. Un testo, credo, divertente e crudo allo stesso tempo. Volutamente forte. Una denuncia alla grande truffa degli inceneritori in Italia. Il monologo ha dato voce ad un cassonetto per la raccolta differenziata. Un cassonetto disoccupato che si lamenta per il fatto di non aver mai avuto la possibilità di lavorare. Al contrario, dice lo stesso cassonetto, degli inceneritori (brutta gente) che invece, senza scrupoli, ingrassano sulla pelle della povera gente ignara delle loro malefatte .

Io e Sandro a fine spettacoloUn testo divertente, perché antropomorfizza un oggetto inanimato affibbiandogli caratteristiche e prettamente umane. Al tempo stesso, un testo forte, perché denuncia da un lato le speculazioni economiche che ci sono dietro la costruzione di questi inceneritori, dall’altro l’agghiacciate aumento di malattie tumorali, soprattutto nei bambini, che si registrano in corrsipondenza delle zone limitrofe a questi macchinari di morte vengono costruiti .

 

23/02/2009

San Remo 2009: Quello che non si può dire

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